mercoledì 26 agosto 2026

Il privilegio del silenzio

 Il privilegio del silenzio



Ho imparato, col tempo,

che non ogni domanda chiede una risposta,
non ogni insulto merita parole,
non ogni rumore
deve entrare dentro di noi.

A volte basta respirare.

Respirare lentamente,
come chi torna a casa
dopo un lungo viaggio,
per ricordare chi è,
da dove viene
e quale strada ha scelto.

Respirare
quando il mondo corre troppo,
quando gli spazi si fanno stretti,
quando la rabbia degli altri
vorrebbe diventare la nostra.

Perché anche le parole
hanno bisogno d'aria.
E una parola detta senza pensiero
può diventare ferita,
mentre una parola custodita nel silenzio
può diventare luce.

Ho imparato allora
il valore del silenzio:
non quello di chi tace per paura,
ma quello di chi sa
che non tutte le battaglie
meritano il proprio cuore.

Ci sono discussioni
che non cercano verità,
ma soltanto vincitori.
Ci sono voci
che non vogliono ascoltare,
ma soltanto ferire.

E allora taccio.

Non perché non abbia nulla da dire,
ma perché ho imparato
a scegliere dove lasciare
le mie parole.

Respiro profondamente,
lascio che il rumore passi,
e continuo il mio cammino.

Perché qualche volta
la forma più alta della forza
non è rispondere.

È restare sé stessi,
in silenzio,
mentre il mondo urla.

E andare avanti.



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