sabato 23 maggio 2020

...the Illuminating Gas

Pirelli HangarBicocca ( Via Chiese 2, Milano) presenta dal 23 maggio al 26 luglio 2020 “...the Illuminating Gas”, la più grande esposizione mai realizzata da Cerith Wyn Evans, concepita come una composizione armonica in cui luce, energia e suono offrono ai visitatori un’esperienza sinestetica unica: Venticinque opere, tra lavori storici e nuove produzioni, sono disposte negli spazi espositivi di Pirelli HangarBicocca in un’elaborata partitura. 

©Foto: courtesy Cerith Wyn Evans 


lunedì 18 maggio 2020

Per Banksy L'arte è solo linguaggio

Scriverebbe Banksy, il noto artista di street art , a proposito di Mimmo Di Caterino e del suo intervento per la "Street Art Gallery" di Ischia di Salvatore Iacono "L'arte nei Musei, nelle gallerie, negli spazi privati ha sempre avuto a che fare con il distanziamento sociale. Musei e gallerie private non sono mai stati spazi realmente dialettici e didattici: file chilometriche, addensamenti umani nei confronti di lavori dall'alta riproducibilità industriale e digitale e capolavori ignorati o abbandonati in magazzino. 

L'arte è sempre stata linguaggio e il linguaggio di un artista è sempre stato una questione stilistica di posizionamento. Il Covid-19 è però stato molto democratico nell'arrestare i processi linguistici di trasmissione dei linguaggi dell'arte contemporanea, ha arrestato gallerie private, Musei pubblici e case d'asta, nella stessa misura in cui ha arrestato public artisti, street artist e writer. Mimmo Di Caterino non un artista al quale è facile dare etichette, sicuramente non è un artista da Museo, ogni qualvolta è stato invitato a fare degli interventi in Musei pubblici (non pochi) ha fatto sempre in modo di non esserci e che gli spettatori su sua autorizzazione potessero prelevare i suoi pezzi, smontare la sua mostra e portarsela a casa, per poi ricondividerla via social network con un'utenza più ampia tramite selfie. 

Mimmo Di Caterino non è un artista da galleria, non considera il suo linguaggio un prodotto ma un processo, e anche quando ha esposto in galleria (non in poche gallerie) ha fatto in modo di non esserci e che il pubblico si portasse via il suo lavoro a costo zero evitando qualsiasi finalità di lucro da parte del gallerista. 

Non è neanche un public artista, un writer o uno street artist in senso classico, anche se qualcuno ha cominciato a collezionare il suo lavoro trovandolo installato e posizionato in qualche angolo di strada o passeggiando al mare. 

Mimmo Di Caterino è linguaggio dell'arte con stile, lui si definisce artivista, termine ispanico che connette l'artista e l'attivista in un'unica figura. Il suo campo d'azione è quello della rivendicazione del ruolo sociale, culturale, intellettuale, operaio e lavoratore dell'artista, i lavori che presenta per la "Street Art Gallery" di Ischia di Salvatore Iacono, sono il frutto dei suoi sessanta giorni agli arresti domiciliari determinati dal Covid 19, testimonianza diretta che se si può arrestare un artista, non si può fermare il suo linguaggio elevato a ricerca."

Banksy


LOCKDOWN SOCIAL - Mimmo Di Caterino
30 MAG 2020
VIA GIACOMO GENOVINO – FORIO (ISCHIA)



sabato 16 maggio 2020

Jovan Vulic





"(...) Attento a tutto quanto lo circonda e alle novità che l'evoluzione dell'arte propone, Jovan Vulic coltiva sapientemente una personale visione del mondo e scruta con intelligenza l'anima di quella società che ritrae col gusto di chi, sentendone i problemi, li prospetta con quella sottile ironia che tanto convince. Con garbo e con quell'umiltà che sono sue doti peculiari attizza i fuochi rutilanti della fantasia e dei trasalimenti con opere di indiscussa valenza e contemporanea attualità." - Gianni Franceschetti


Jovan Vulic nasce a Beji in Jugoslavia nel 1951. Fin da giovanissimo si impone al pubblico vincendo importanti premi di pittura. Si diploma all’Accademia di Belle Arti di Belgrado e in seguito si trasferisce in Italia, a Venezia e a Roma, dove studia con Montanarini, Gentilizi e Fazzini. 

In Italia ha tenuto numerose mostre personali con particolari consensi di pubblico e di critica. Umiltà e un’attenta introspezione psicologica sono espresse nelle sue opere, di indiscussa valenza e contemporanea attualità. Vulic è artista di estremo rigore segnico-cromatico: le sue prime opere rivelano l’influsso slavo nei tratti e nei colori, mentre il primo periodo romano si caratterizza per una nuova luce nei paesaggi dove il particolare quasi rasenta una naturale vena naif. Con assoluta proprietà di linguaggio e finezza di stile, Vulic propone etica ed estetica, pensiero e sentimento attraverso attraverso un’inconsueta sensibilità spirituale che costituisce la forza di ogni sua immagine. 

Lavora a Roma, ove risiede, ma le sue opere sono note in Europa ed oltreoceano. Instancabile lavoratore, attento a tutto quanto lo circonda e alle novità che l’evoluzione dell’arte propone, coltiva sapientemente una personale visione del mondo e scruta con intelligenza l’anima di quella società che ritrae col gusto di chi, sentendone i problemi, li prospetta con quella sottile ironia che tanto convince. Con garbo e con quell’umiltà che sono sue doti peculiari attizza i fuochi rutilanti della fantasia e del trasalimento con opere di indiscussa valenza e contemporanea attualità.

L’Arca di Noè all'ex fabbrica delle bambole

Scrivono dall' exfabbricadellebambole : "Il cambiamento climatico è sotto gli occhi di tutti e le avversità sono crescenti. Cambiare rotta è un dovere per il nostro futuro e per quello di tutti gli esseri viventi sul nostro bellissimo pianeta. 

La recente situazione sanitaria mondiale ci ha dimostrato che ognuno di noi da solo può fare poco, ma insieme possiamo davvero cambiare la sorte. Ed è nei momenti di crisi che la capacità dell’artista di suggerire domande e percepire il mondo, diventa fondamentale. 

La mostra collettiva che proponiamo è un gioco, ma anche una riflessione: quale animale salveresti? Di quale essere vivente non puoi proprio fare a meno? Come associazione culturale che si occupa di arte contemporanea, avevamo già da tempo in programma questo progetto, che si è modificato in corso d’opera diventando un’esposizione virtuale. 

Ma non abbiamo abbandonato l’idea di un’esposizione al vero: quando riapriremo, le 15 opere più votate, scelte tramite votazione on-line sul nostro sito, verranno esposte al vero nella nostra house gallery. "

Artisti in mostra: Giampiero ABATE, Francesca ALTI, Ingrid BALESTRO, Sara BENZONI, Francesca BORTOLASO, Ester CAPPUCCI, Beppe CARUSO, Ornella COSTANZO, Vanda DIMATTIA, Maria Vittoria DORONZO, Antonino FULCI, Elena GARUTI, Antonella GERBI, Laura Beatrice GERLINI, Gruppo ACCA, Marco GUBELLINI, Giuseppina IANNELLO, Sergio ILLUMINATO, Barbara LO FARO, Andrea MAIORCA, Massimo MARCHIORO, Roberta MARI, Andrea MATTIELLO, Beatrice Adelaide MICHELUTTI, Roberta PAGNONI, Camilla PANERO, Andrea PELLICANI, Lorenzo PERRONE e Simona VANZETTO, Pasquale PERROTTI, Giuseppe PILI, RAREDOG, Eleonora RINALDI, Marianna ROMANI, Yasmine SAAD, Sara SACCHET, Fabio SCOGNAMIGLIO, Angelina SILVESTRE, Marika SIMONINI, Elena SORZI, Sabrina SPREAFICO, Michele STAGNI, Luca VACCHELLI 


exfabbricadellebambole 
House Gallery via Arimondi, 1  
20155 Milano 
377.1902076 | 320.0834484 

exfabbricadellebambole@exfabbricadellebambole.com 
https://larca-di-noe-1.jimdosite.com/



giovedì 14 maggio 2020

L' Error project di Mathia Pagani

Galleria l’Affiche inaugura il progetto di mostra-website di Mathia Pagani, un concept ideato e interamente realizzato dall’artista a metà tra sperimentazione digitale ed esposizione tradizionale, all’insegna di un possibile nuovo sistema di fruizione dell’arte.

Un sito web come mostra virtuale interattiva e opera d’arte stessa.
Error project è un innovativo web content hub, primo nel suo genere, che coinvolge il visitatore in un percorso alla ricerca dell’errore giocando sull’ambiguità fra errore informatico, artistico o concettuale

La partecipazione diretta dell’utente si esprime in esperienze attive e digitali che implicano l’interazione con le immagini e video, in un progressivo svelarsi delle opere (che si devono ‘cancellare’ per essere viste), fra giochi che richiamano gli albori dei video games e la loro essenzialità all’incontro via chat con l’artista, in un ritorno a un grado zero della relazione, che, sconfinata nella virtualità cibernetica, ha visto progressivamente sfaldarsi il suo vocabolario primario.

La mostra online, intesa come prima parte di una mostra che proseguirà negli spazi della galleria in tempi futuri, non utilizza la tecnologia solamente come mezzo per mostrare e veicolare l’opera, ma impone lo stesso linguaggio del web e gli errori nella sua interpolazione come oggetto di indagine artistica. La pratica di gamification, che propone elementi di game design in contesti non ludici, riporta l’esperienza artistica ad una dimensione di gioco, desacralizzandola.

All’origine delle opere c’è un lavoro pittorico per poi integrarsi e confondersi in frammenti fotografici di piazze vuote, dove un’interferenza minima operata nell’immagine, un disturbo, un’alterazione alle volte quasi invisibile, rivela un errore, che gioca per contrasto con l’inabituale mancanza di presenza umana in questi luoghi, trasfigurati e metafisici. Le foto sono perlopiù screenshot di video di webcam sparse per il mondo e raccolte dall’artista in modo casuale. Il video in time lapse 404 NOT FOUND ne è ulteriore traccia e mostra, in contemporanea, lo svolgersi delle vita in sedici luoghi del mondo nel corso delle 24 ore del 25 aprile 2020, giorno della Liberazione.

Un mondo che si dimostra all’altezza di un nuovo umanesimo, che passa dalla macchina per ritornare all’uomo, senza l’illusione di potere ricreare nel virtuale il reale, come le mostre 3D, talvolta inutilmente complicate e fredde, provano a fare, ma nel tentativo di conservare nel nuovo habitat digitale la dinamica primaria di cui si compone la relazione con l’arte, fatta di interazione, scoperta, inaspettato.

venerdì 8 maggio 2020

Io ho cura di te... #iohocuradite

#iohocuradite è un progetto solidale nato dalla necessità di non restare indifferenti ai bisogni dell’altro, delle persone rese invisibili o indebolite dall’emergenza Covid19, soprattutto quelle persone che non possono avere accesso a nessun tipo di aiuto statale, perché invisibili alla società.

#iohocuradite immagina un nuovo inizio attraverso la creazione di un Abecedario, una riflessione su 26 parole per 26 artisti, una scusa per dichiarare due grandi necessità del nostro tempo, trovare nuovi significati e aiutare i più deboli. Un processo di dialogo e riflessione sull’esperienza collettiva che stiamo vivendo, il potere del linguaggio diventa strumento per il confronto ma allo stesso tempo anche di resistenza. 

Per Barclay ASSENZA / Masbedo BISOGNO / Stefano Arienti CURA / Francesco Simeti DISTANZA / Luca Vitone EMERGENZA / Michal Rovner FRAGILITA’ / Eva Marisaldi GRATITUDINE / Loredana Longo HOTEL / Stefania Galegati INVISIBILITÀ / Renato Leotta JOGGING / Francesco Arena KILOMETRI / Benedetto Pietromarchi LIBERTÀ / Alfredo Pirri MUTAZIONE / Liliana Moro NESSUNO / Domenico Mangano e Marieke van Rooy OSSIGENO / AVAF PAURA / Concetta Modica QUOTIDIANO / Driant Zeneli RESPONSABILITÀ / Alfredo Jaar SPERANZA / Gili Lavy TERRA / Ignazio Mortellaro URGENZA / Francesco De Grandi VIRALE / Luca Trevisani WEEK- END / Bianco-Valente XENOFOBIA / Gelitin YO-YO / Salvatore Arancio ZOOM


Tutte le opere saranno visibili all’interno della galleria virtuale attivata sulla pagina Instagram #iohocuradite e potranno essere acquistate attraverso un’offerta libera su base minima. Per riservare la tua opera scrivi a iohocuradite@gmail.com

#iohocuradite dal 08/05/2020 - al 08/06/2020 (solo online)
c/o FRANCESCO PANTALEONE ARTECONTEMPORANEA
via Vittorio Emanuele 303 (Palazzo Di Napoli - Quattro Canti) 90133 - Palermo - Sicilia