venerdì 9 aprile 2021

Ascolti d’arte con ARTPOD

La Collezione Maramotti è lieta di presentare il progetto "ARTPOD – ascolti d’arte", in collaborazione con Doppiozero, rivista culturale e spazio aperto di idee, luogo di approfondimento volto all’elaborazione di progetti culturali innovativi, al quale collaborano scrittori, critici, giornalisti, ricercatori, studiosi di diverse discipline. 


Artpod è una serie di podcast su opere iconiche della collezione permanente, raccontate attraverso le parole degli autori della rivista e interpretate dagli attori del Teatro delle Albe di Ravenna. Per la prima volta l’oralità entra a far parte dell’orizzonte della Collezione, offrendo sguardi originali su opere storiche e acquisizioni recenti. 

Nella sezione dedicata sul canale YouTube della Collezione e sul sito di Doppiozero i primi quattro contributi audio: 

Claudio Franzoni, studioso di arte antica, narra i frammenti e le cuciture della tela Nero con punti rossi (1956) di Alberto Burri:

[…] Gli oggetti trascinano con sé un alone di forme passate, di gesti di altri uomini. Scegliendo la ruvida tela di juta, Burri apriva un’altra strada, perché nel sacco – un recipiente scomparso dal nostro orizzonte visivo – si intrecciavano ricordi distanti: la contrizione e la penitenza (“vestirsi di sacco” si diceva nel medioevo), ma anche la fatica del lavoro manuale: sollevare, trasportare, riempire e svuotare. Nelle stoffe disadorne di Nero con punti rossi c’è altro ancora. […]

Ermanna Montanari, con la sua stessa voce di attrice, ci trasporta nel trascendente dipinto Più vicino agli dei (1983) di Enzo Cucchi:

[…] Un tuono ha fatto scaturire dal suo fragore questa mandorla, sospesa chissà dove, e ha guidato la mano del pittore. Si impone e si sottrae alla vista, e per questo ci seduce, ci trascina all’inseguimento del senso sepolto, ci chiede il perché di quel risuonare così intenso dentro di noi. Il titolo dell’opera, Più vicino agli dei, potrebbe far pensare a un orizzonte pagano: ma qui non c’è nessun Olimpo, nessuna traccia di capricciose divinità antropomorfe. C’è tremore nel tratto, e il tremore è TREMENDUM, è tutto ciò che è celato nel mistero. […]

Lo psicoanalista Massimo Recalcati dispiega il mondo del sublime accostandosi a Caspar David Friedrich (1989) di Claudio Parmiggiani:

[…] tutta l’opera di Parmiggiani glorifica: la trascendenza come piega dell’immanenza. Il numinoso è infatti, per il pittore, dappertutto. L’infinito, scrive, “è dentro una mano”. Non è rappresentato gnosticamente come l’al di là del mondo, ma accade solo nell’orizzonte finito di questo mondo. È, se si vuole, il francescanesimo fondamentale di Parmiggiani: pensare l’assoluto come incarnazione nella presenza immanente del mondo. La sua spiritualità non segue, dunque, la via della fuga dal mondo ma quella dell’incontro con l’eccedenza del mondo, con il suo splendore e la sua atrocità. […]

Silvia Bottani, giornalista e scrittrice di arte contemporanea, s’incunea tra i silenziosi dettagli di The Farewell Painting (1983) di David Salle:

[…] La scena è un teatro di assenze e la mancanza di principi gerarchici accresce la necessità di interrogare ciò che alberga negli spazi tra un soggetto e l’altro. Eppure, una ragnatela di relazioni si stende tra le immagini, consegnando lo spettatore a un sottile, pervasivo disagio. Le stanze pittoriche di Salle, con i loro surrealismi, i concettualismi e ogni altro ordine e grado di tassidermia dell’arte preludono alla rinuncia al significato univoco, alla risposta che si cerca affannosamente saccheggiando la superficie del dipinto. […]


Le letture proseguiranno tra aprile e maggio con contributi di Riccardo Venturi, Alessandra Sarchi, Marco Belpoliti e Rocco Ronchi rispettivamente su Jannis Kounellis, Mario Merz, Evgeny Antufiev e l’Atelier dell’Errore BIG.


I podcast della Collezione Maramotti sono pubblicati sul proprio canale YouTube, Spotify e sul sito di Doppiozero; saranno presto disponibili anche sul profilo iTunes.

martedì 6 aprile 2021

L’insostenibile leggerezza dell’essere online sulla piattaforma virtuale WEPRESENTART

Il prossimo 12 aprile MA-EC Gallery presenta in esclusiva online sulla piattaforma virtuale WEPRESENTART la mostra internazionale L’insostenibile leggerezza dell’essere, a cura di Weizhen Jiang.


Sul sito www.wepresentart.com saranno visibili oltre 20 opere di 16 artisti internazionali che sono stati selezionati dal comitato artistico della Galleria. In esposizione dipinti, fotografie, video e installazioni che rivelano il sentire degli artisti sul valore e il significato della leggerezza.

Ci sono molte cose nella vita che sembrano leggere come una piuma, ma sono insostenibili. A volte, la storia, come la vita di una persona, è troppo leggera per essere sopportata. L'esistenza inizia in ogni momento che racchiude in sé l’eternità. Negli ultimi mesi tutto il mondo sta affrontando un periodo storico senza precedenti, i valori, gli ideali che conosciamo sono stati messi in discussione.  

La mostra vuole porre l’attenzione su una serie di concetti quali la leggerezza, la scelta, la casualità, la sorte, l’esistenza. Già Parmenide vedeva l’universo in coppie di opposizioni, luce-buio, positivo-negativo e affermava che il leggero è positivo e il pesante negativo. Ma Kundera si chiede se davvero la pesantezza sia terribile e la leggerezza meravigliosa.

Tutto cambia, in una incessante mutazione e ogni scelta crea sempre una incertezza. Ogni cambiamento può significare una possibilità di trasformazione, un mutamento, che non è solo una fine ma può rivelarsi anche un inizio di opportunità.

Artisti: Ruth Baza, Andrea Bevere, Maria Silvia Da Re, Jinjin Dong, Iris Liu, Wu Liu, Ziwei Liu, Riccardo Monachesi, Cristina Navarro, Gianni Otr, Maria Clara Prat Roig, Coca Rodriguez Coelho, Maria del Carmen Sánchez Cánovas, Paula Swinburn, Fei Wang, Zheng Zheng.


L’insostenibile leggerezza dell’essere

Mostra collettiva online a cura di Weizhen Jiang

Dal 12 aprile al 12 maggio 2021

solo online su www.wepresentart.com

Info:  info.milanart@gmail.com;  staff@wepresentart.com

* per una visione ottimale, si consiglia l'utilizzo del computer


domenica 28 marzo 2021

Puglia quante storie 5: al via le iscrizioni.

locandina dell'evento

Sono aperte le iscrizioni al concorso letterario "Puglia quante storie 5", indetto dalla casa editrice "I libri di Icaro". La competizione, giunta alla sua quinta edizione, prosegue con successo con l’intento di esaltare e far conoscere le bellezze del territorio pugliese. L’iniziativa è nuovamente rivolta a scrittori professionisti e non, che potranno partecipare presentando un racconto breve, a tema libero, con l’unico obbligo di ambientarlo in Puglia, scegliendo uno dei suoi tanti luoghi caratteristici e mettendone in rilievo le peculiarità paesaggistiche e culturali.

Gli elaborati concorrenti dovranno essere inediti e autentici e nella prima fase del concorso verranno valutati da un’apposita giuria, composta da esperti del settore come giornalisti, scrittori e critici letterari. I dieci racconti ritenuti i migliori tra quelli pervenuti presso la segreteria organizzativa verranno successivamente raccolti e pubblicati in un unico volume intitolato «Puglia quante storie 5». I dieci autori saranno premiati in una cerimonia pubblica. Nella seconda parte saranno i lettori che acquisteranno il testo a votare il racconto più bello, individuando così il vincitore assoluto, insieme al secondo e terzo classificato, ai quali andranno dei premi.

È possibile partecipare entro il 29 ottobre 2021. Per qualsiasi informazione è disponibile il regolamento, insieme alla scheda di iscrizione, sulla pagina della casa editrice dedicata al concorso https://www.icarolibri.com/concorso-puglia-quante-storie-5.html. 

Per avere continui aggiornamenti sull’iniziativa è possibile accreditarsi sulla pagina Facebook https://www.facebook.com/pugliaquantestorie 

Ulteriori chiarimenti ai seguenti recapiti: pugliaquantestorie@gmail.com - tel 371.187.81.99 /327.695.61.11.

lunedì 22 marzo 2021

Regina. Della scultura.

In attesa della riapertura, la GAMeC di Bergamo annuncia la prima retrospettiva in un museo italiano dedicata a Regina Cassolo Bracchi, in arte Regina (1894-1974), una delle figure più affascinanti, innovative e ancora oggi meno note del panorama artistico europeo del Novecento.

L’esposizione sarà allestita per l’inizio del mese di aprile e pronta ad aprire al pubblico in totale sicurezza non appena le disposizioni governative lo consentiranno.

La mostra, a cura di Chiara Gatti e Lorenzo Giusti, nasce dall’acquisizione da parte della GAMeC e del Centre Pompidou di Parigi di un importante nucleo di opere dell’artista e mira ad analizzare – dagli esordi negli anni Venti fino ai primi anni Settanta – la riflessione formale di una personalità unica, rimasta a torto ai margini della storia e riscoperta adesso quale figura complessa, sperimentatrice, versatile e poetica.

Lo stesso museo parigino dedicherà un’attenzione particolare alla ricerca dell’artista, nella mostra Women in Abstraction: Another History of Abstraction in the 20th Century, a cura di Christine Macel e Karolina Lewandowska (5 maggio - 6 settembre 2021).

Originaria di Mede Lomellina, figlia di un macellaio e orfana in giovane età, Regina è stata la prima donna dell’avanguardia italiana a dedicarsi interamente alla scultura, di cui ha riletto i linguaggi in direzione audace e sperimentale, piegando la ricerca accademica e naturalistica all’uso di materiali inediti. Alluminio, filo di ferro, latta, stagno, carta vetrata sono stati i mezzi privilegiati di una continua e inesausta indagine compositiva ed espressiva che ha abbracciato inizialmente i modi del Futurismo (firma nel 1934 il Manifesto tecnico dell’aeroplastica futurista) e poi quelli del MAC, il Movimento arte concreta (1948), a cui Regina si avvicina nel 1951 grazie a Bruno Munari.

La leggerezza dei materiali, il dinamismo delle forme, un linguaggio fatto di sintesi geometrica e astrazioni liriche animano il suo lavoro, accanto a una pratica quotidiana, volitiva e rigorosa.

Duecentocinquanta opere – tra sculture, mobiles, disegni, cartamodelli e taccuini – vi guideranno in un percorso che si sviluppa per temi ed epoche, intrecciando i contatti con i movimenti dell’avanguardia e le vicende biografiche, dal Ventennio al boom del dopoguerra.

Grazie ai prestiti della Collezione-Archivio Gaetano e Zoe Fermani, di altri privati e del Museo di Mede Lomellina, che custodisce una parte significativa della sua produzione degli esordi, il viaggio nell’universo di Regina prende avvio dalla formazione accademica, con i primi ritratti realisti, di sapore Novecentesco, e gli studi sintetici degli animali.

Gli anni di adesione al Futurismo, durante i quali Regina partecipa a tutte le Biennali di Venezia e alle Quadriennali romane, sono caratterizzati da opere in cui memorie di un mondo meccanico alla Depero si mescolano con le compenetrazioni spaziali di Archipenko e dove l’alluminio piegato libera le forme dai vincoli dei volumi della scultura tradizionale.

In questo processo di creazione e montaggio di opere trasognate, la carta diviene lo strumento imprescindibile di ogni analisi preliminare. Modelli puntati con spilli, secondo una pratica sartoriale applicata alla vocazione aerea delle sue figure, le servono per sagomare il metallo senza incertezze, con energia e dolcezza.

Come in un gigantesco erbario, la sezione dedicata ai disegni dei fiori di campo e ai gessi degli anni Quaranta mostra una sequenza serrata, fiabesca e allo stesso tempo scientifica di studi sulla vegetazione spontanea, ritratta su centinaia di fogli sparsi, come un diario quotidiano di osservazione del mondo naturale, presto modificato nelle linee essenziali del suo astrattismo maturo.

La stagione del MAC allinea cerchi, ellissi, giochi di triangoli o losanghe issati con grazia ed equilibrio in composizioni mobili, vibranti, spesso realizzate in Plexiglas; sintesi estrema di motivi tratti dal regno selvatico, declinati secondo le regole costruttive della natura.

Le suggestioni spaziali diffuse nella Milano degli anni Cinquanta si rivelano in opere che tradiscono il miraggio della corsa alla luna, sintetizzato da Regina in traiettorie di segni nel vuoto, combinazione ideale fra le linee-forza di matrice futurista e lo spazialismo di Fontana.

Completa la mostra una monografia, pubblicata da GAMeC Books ed Éditions du Centre Pompidou, con saggi di Christine Macella, Lorenzo Giusti, Chiara Gatti, Paolo Campiglio e Paolo Sacchini, concept grafico di Leonardo Sonnoli e con un progetto fotografico di Delfino Sisto Legnani.


L’allestimento è a cura del designer Francesco Faccin.

La mostra è sostenuta da Santini Maglificio Sportivo.

Regina

Danzatrice, 1930

Alluminio

cm 43 x 30 x 15

Collezione Archivio Gaetano e Zoe Fermani

Foto: Alessandro Saletta e Piercarlo Quecchia - DSL Studio

martedì 9 marzo 2021

Prossimi mesi al Guggenheim Museum

Photo: David Heald

Richard Armstrong, Direttore del Guggenheim Museum, nella sua ultima news letter fa il punto della situazione pandemica e come l'istituzione da lui diretta l'ha affrontata e intende a continuare a farlo nei prossimi mesi con un ricco programma di iniziative culturali...(Almeno è ciò che penso di aver capito dalla 'zoppicante' traduzione di google, del testo originale (sigh!)... che comunque allego.

"Cari amici,

Un anno fa, New York City stava iniziando a chiudere i battenti a causa della pandemia. In questi ultimi 12 mesi, il Paese e la nostra città sono stati testimoni di profondi sconvolgimenti, cambiamenti e perdite. L'impatto degli eventi del 2020 non può essere sopravvalutato. Gli appelli alla giustizia sociale e all'equità razziale hanno guidato le conversazioni tanto necessarie in tutto il paese e all'interno del Guggenheim. In tutto il museo, il nostro lavoro per creare percorsi verso un'istituzione più inclusiva e diversificata è ben avviato. Restiamo impegnati a mantenere la nostra promessa.

Con il vaccino contro il coronavirus (COVID-19) arriva la speranza che amici e famiglie possano ritrovarsi in sicurezza ancora una volta, forse già questa estate. I newyorkesi sono pronti. La comunità delle arti dello spettacolo, determinata a vedere di nuovo i suoi artisti sul palco, sta pianificando eventi dal vivo, all'aperto e al chiuso. Siamo lieti di dare il bentornato alle prestazioni di Works & Process nella rotonda, con capacità limitata e seguendo le linee guida sanitarie. I biglietti saranno presto in vendita.

Ti invitiamo a provare un senso di connessione al Guggenheim in un modo nuovo con Re / Projections: Video, Film e Performance for the Rotunda. Questa serie di presentazioni variegate si apre il 19 marzo con un programma di video proiettati nella rotonda e visibili da più punti di vista.

Dodici artisti della collezione che sfidano l'autorità della documentazione tradizionale sono presenti in Off the Record, che si apre il 2 aprile. E a partire dal 7 maggio presentiamo con orgoglio le opere dell'artista Deana Lawson, il primo fotografo a ricevere l'Hugo Boss Prize.

Ogni primavera il Guggenheim celebra i bambini delle scuole pubbliche di New York che partecipano al nostro pionieristico programma Learning Through Art. L'apprendimento attraverso l'arte è continuato durante la pandemia, con gli studenti di seconda e sesta elementare che hanno creato opere d'arte a casa sotto la guida remota di artisti che insegnano. Quest'anno segna il cinquantesimo anno in cui il programma pionieristico del Guggenheim ha portato le arti visive agli studenti delle scuole pubbliche di New York.

Lo spirito dei newyorkesi che si uniscono per aiutare la città a ritrovare la sua forza si riflette nella nuova campagna della campagna NY Forever. I musei contribuiscono attivamente alla nostra vibrante città e offrono ai visitatori un luogo di ispirazione, creatività e comunità. Anche se abbiamo la città per noi ancora un po ', ti incoraggio a visitare il Guggenheim e le numerose mostre interessanti in mostra in altri musei d'arte di New York City.

Non vedo l'ora di vedervi." ,  Richard Armstrong


Guggenheim Museum

1071 Fifth Ave at 89th St

New York, NY, 10128 United States

212 423 3500

guggenheim.org

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Dear Friends,

One year ago, New York City was beginning to close down due to the pandemic. In these last 12 months, the country and our city have witnessed profound disruption, change, and loss. The impact of the events of 2020 cannot be overstated. The calls for social justice and racial equity drove much-needed conversations around the country and within the Guggenheim. Across the museum, our work to forge paths toward a more inclusive and diverse institution is well underway. We remain committed to fulfilling our promise.

With the coronavirus (COVID-19) vaccine comes the hope that friends and families will be able to safely gather once again, perhaps as soon as this summer. New Yorkers are ready. The performing arts community, determined to see its artists on stage again, is making plans for live events, outdoors as well as indoors. We are pleased to welcome back Works & Process performances in the rotunda, with limited capacity and following health guidelines. Tickets will be on sale soon.

We invite you to experience a sense of connection at the Guggenheim in a new way with Re/Projections: Video, Film, and Performance for the Rotunda. This series of varied presentations opens on March 19 with a program of videos screened in the rotunda and visible from multiple vantage points.

Twelve collection artists who challenge the authority of mainstream documentation are featured in Off the Record, which opens on April 2. And beginning on May 7 we proudly present works by artist Deana Lawson, the first photographer to receive the Hugo Boss Prize.

Each spring the Guggenheim celebrates the New York City public school children who participate in our pioneering Learning Through Art program. Learning Through Art has continued during the pandemic, with students in grades two through six creating artworks at home under the remote guidance of teaching artists. This year marks the fiftieth year that the Guggenheim’s trailblazing program has brought the visual arts to public school students across New York.

The spirit of New Yorkers coming together to help the city regain its strength is reflected in the new NY Forever campaign campaign. Museums are active contributors to our vibrant city and offer visitors a place of inspiration, creativity, and community. While we have the city to ourselves a while longer, I encourage you to visit the Guggenheim and the many worthwhile exhibitions on view at other New York City art museums.


I look forward to seeing you.

Richard Armstrong


Guggenheim Museum

1071 Fifth Ave at 89th St

New York, NY, 10128 United States

212 423 3500

guggenheim.org

venerdì 5 marzo 2021

Giulio Paolini alla galleria Alfonso Artiaco

Per la sua quinta personale alla galleria Alfonso Artiaco di Napoli (le precedenti nel 2005, 2009, 2014, 2018), il grande artista Giulio Paolini propone otto lavori, di cui quattro realizzati per l’occasione, unitamente a diversi collage inediti.

Dettaglio dell’opera 'La caduta di Icaro', 2020, matita e collage su carta, cm 75 x 69,5 - Courtesy Alfonso Artiaco, Napoli

Tutte le opere in mostra sono caratterizzate dalla presenza di riferimenti alla storia dell’arte (Jean Antoine Watteau, Edouard Manet, Giorgio de Chirico), all’arte antica (lo scultore greco Policleto, la città di Pompei) e alla mitologia (Icaro e Antiope). Come sempre accade nella ricerca di Paolini, l’obiettivo non è quello di dar luogo a una mera celebrazione del passato, bensì di dare evidenza a frammenti tuttora significativi nell’arte attuale: essi affiorano dalla storia con una fissità metafisica e si interrogano sul trascorrere del tempo.

Dichiara a proposito l’artista: “I miei riferimenti alla storia della pittura non dipendono da un partito preso. Non mi propongo di analizzare il passato, di fare dell’esegesi. Sono io stesso prigioniero di un inventario di figure. In genere mi trovo a confronto con immagini di artisti che si ha l’abitudine di chiamare “classici”. Artisti che avevano un atteggiamento particolare con le immagini: più che proporle, le aspettavano, a una certa distanza; la mia è un’accoglienza indifferenziata, una memoria che vuole attingere al farsi stesso dell’opera, sono attratto dal mito del perché si fa arte”.

Giulio Paolini è nato il 5 novembre 1940 a Genova e risiede a Torino. La sua poetica verte su tematiche che interrogano la concezione, il manifestarsi e la visione dell’opera d’arte. Dalle prime indagini intorno agli elementi costitutivi del quadro l’attenzione si è orientata in seguito sull’atto espositivo, sulla considerazione dell’opera come catalogo delle sue stesse possibilità, così come sulla figura dell’autore e il suo mancato contatto con l’opera, che gli preesiste e lo trascende.


Giulio Paolini - Fuori quadro

Alfonso Artiaco, Piazzetta Nilo 7, 80134, Napoli

Inaugurazione: 8 marzo 2021 dalle 10 alle 19 

Dall' 8 marzo al 24 aprile 2021


Orari di visita: lunedì - sabato dalle 10 alle 19 

Ulteriori informazioni: +39 081 497 6072

info@alfonsoartiaco.com 

https://www.alfonsoartiaco.com/it




L'immagine a corredo: Dettaglio dell’opera 'La caduta di Icaro', 2020, matita e collage su carta, cm 75 x 69,5 - Courtesy Alfonso Artiaco, Napoli

giovedì 25 febbraio 2021

Claudia Losi - Being There. Oltre il giardino

Prende il via il progetto Being There. Oltre il giardino dell’artista Claudia Losi, a cura di Leonardo Regano, promosso dalla Rocca Roveresca di Senigallia, istituto della Direzione Regionale Musei delle Marche in collaborazione con NTU - Centre for Contemporary Art - Singapore, Collezione Maramotti di Reggio Emilia, Bezalel Academy of Arts and Design di Gerusalemme, e Center for Mind/Brain Sciences dell’Università di Trento e Rovereto e realizzato grazie al sostegno dell’Italian Council (IX edizione, 2020), programma di promozione dell’arte contemporanea italiana nel mondo della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo.


Con Being There. Oltre il giardino, Claudia Losi prosegue la sua indagine sulla complessa relazione che l’essere umano instaura con l’ambiente in cui vive e in cui vorrebbe vivere, iniziata tra il 2006 e il 2009 con un progetto per l’allora UniCredit Art che ha dato origine al video Being Elsewhere e proseguita nel 2016 in occasione della personale How do I imagine being there presso la Collezione Maramotti di Reggio Emilia. Martedì 2 marzo 2021 è programmato il primo step del progetto, la presentazione di un workshop online che l’artista ha ideato in collaborazione con NTU-Centre for Contemporary Art - Singapore, dove è stata ospite in residenza nel 2018. Claudia Losi inviterà i partecipanti a produrre contenuti visivi e narrativi sul concetto di “luogo naturale”, secondo il proprio immaginario soggettivo e la propria personale interpretazione del termine. Il desiderio dell’artista è quello di fare emergere l’ambiguità del concetto stesso di paesaggio e la percezione individuale dello spazio in cui viviamo, muovendosi sul labile confine tra contesto naturale e antropizzato. Non è un caso che il confronto su questi temi parta proprio da Singapore, una città avveniristica votata a un’idea di futuro in cui il rapporto con l’ambiente naturale è centrale e controverso. L’incontro sarà trasmesso in diretta sulla pagina Facebook del NTU alle ore 11 (ora italiana)

Le successive tappe del progetto coinvolgeranno realtà molto diverse tra loro, con l’intenzione di raccogliere una molteplicità di voci e sguardi, tra cui la Bezalel Academy of Arts and Design di Gerusalemme in Israele, terra in cui l’attenzione all’ambiente assume particolari connotati politici, e il CIMeC–Centro Interdipartimentale Mente/Cervello dell’Università di Trento e Rovereto, a garanzia dell’approccio scientifico che guida la ricerca dell’artista. L’Italia, con la sua forte e stratificata tradizione paesaggistica, e la Regione Marche, in particolare, svolge per Losi un ruolo paradigmatico in quanto realtà in cui il rapporto tra uomo e natura, per ragioni storiche e ambientali, ha raggiunto un equilibrio esemplare. Grazie alla proposta della Rocca Roverescadella Direzione Regionale Musei delle Marche che promuove il progetto, l’artista soggiornerà in residenza in diversi momenti sul territorio marchigiano, potendo così relazionarsi alla realtà storica e culturale della Rocca Roveresca e della città di Senigallia per poterne comprendere a fondo le caratteristiche, e convogliarle nel processo creativo. Parallelamente, il progetto sarà raccontato passo dopo passo attraverso il blog www.beingthereoltreilgiardino.com con il progetto grafico di Giulia Ripa.

I contributi visivi e narrativi raccolti nel corso di questa esperienza di ricerca verranno rielaborati per la realizzazione di un libro opera che sarà presentato alla Collezione Maramotti, in edizione limitata e numerata, e di un libro d’artista in cui sarà tracciata una riflessione poetico-teorica intorno a questo viaggio reale e immaginario. Contemporaneamente, le indagini di Losi confluiranno in un’opera prodotta per la Rocca Roveresca di Senigallia, un grande tessuto-arazzo realizzato in collaborazione con il centro di ricerca sul tessile Lottozero di Prato, che su di sé mostra la trasposizione grafica dei contributi ricevuti dall’artista durante i diversi step del progetto. La presentazione dell’opera coinciderà con una mostra personale dell’artista nei locali della Rocca di Senigallia che ne illustra il processo di produzione e testimonia le varie fasi del progetto Being There. Oltre il giardino.


Claudia Losi - Being There. Oltre il giardino

A cura di Leonardo Regano

Realizzato grazie al sostegno di: Italian Council (IX edizione, 2020), programma di promozione dell’arte contemporanea italiana nel mondo della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo.

Soggetto Proponente: Rocca Roveresca di Senigallia - Direzione Regionale Musei delle Marche

Museo Beneficiario: Rocca Roveresca di Senigallia

In collaborazione con: CIMeC–Centro Interdipartimentale Mente/Cervello dell’Università di Trento e Rovereto, Collezione Maramotti (Reggio Emilia), NTU - Centre for Contemporary Art - Singapore, Bezalel Academy of Arts and Design (Gerusalemme)

Ufficio stampa: Irene Guzman irenegzm@gmail.com; tel. 349 1250956

domenica 14 febbraio 2021

SEXOPHILIA, ottanta disegni e una canzone.

RizzutoGallery (Palermo, Via Maletto, 5) presenta “SEXOPHILIA, ottanta disegni e una canzone”, una mostra bi-personale di Francesco De Grandi e Daniele Franzella, con la partecipazione di Serena Ganci e Simona Norato, che sarà inaugurata quest'oggi, domenica 14 febbraio 2021, dalle ore 11 alle 19, con ingressi contingentati, e resterà visitabile fino al 10 aprile 2021, dal martedì al sabato, dalle 16 alle 20. 


Nell’estate 2019 Francesco De Grandi durante il simposio di pittura alla fondazione Lac o Le Mon di San Cesario di Lecce, inizia un ciclo di acquerelli erotici che nel tempo ha continuato a produrre con spirito ludico e intimista. Sono immagini di donne, uomini, animali mostruosi nell’atto sessuale, in pose provocanti o in atti onanistici. 

Il sesso è attraversato trasversalmente con direttrici che vanno dal mero porno hard-core fino alla mitologia classica. La tecnica dell’acquerello restituisce una fluidità di tocco e di pensiero, come se potessimo scrutare nella mente dell’artista e vedere il flusso del suo piacere. Contestualmente Daniele Franzella si ritrova anche lui a lavorare sul “tema” producendo una serie di cianotipie di analoga ispirazione. 

A partire dagli effetti letterari dell'amore romantico dei troubadours, che in tutti i modi prova a non invilirsi con l'amore carnale, le cianotipie di Franzella sembrano immagini rubate alla pudicizia di un talamo nuziale. 

Una fuoriuscita dalle insuperabili barriere della moralità e della convenzione, dove nella monocromia dei blu annegano piccoli racconti voyeuristici; racconti a bassa voce di desiderio e corruzione. 

A suggellare la mostra la partecipazione di Serena Ganci e Simona Norato, che per questa occasione si riuniscono in iotatola, creando un brano ad hoc intitolato appunto Sexophilia, in cui le due musiciste riportano l’erotismo dell’autore americano Henry Miller rielaborando il testo di Opus Pistorum, narrazione che racconta le gesta sessuali di Alf. Il brano, scritto da Simona Norato, è stato arrangiato in pieno stile iotatola, con la collaborazione di Roberto Cammarata, Angelo Sicurella, Marta Cannuscio e Carmelo Drago.

lunedì 8 febbraio 2021

Ischia, Arte in Chiesa - Dopo la censura, insulti e minacce - L’ultimo intervento di Ischia Street Art a sostegno dell’arte contemporanea.

È polemica a Forio per l’intervento artistico-sociale di Salvatore Iacono nella Chiesa di San Sebastiano di Forio: da un’azione svolta a sostegno dell’arte contemporanea e a tutela delle gallerie d’arte italiane si è arrivati ad accuse di blasfemia, con insulti e minacce rivolte al noto gallerista.


Ma ricapitoliamo. Salvatore Iacono, in qualità di gallerista-attivista di Ischia Street Art e nel nome di un’idea d’arte improntata alla ricerca estetica, venerdì 5 febbraio ha collocato sei opere dell’artvista Mimmo Di Caterino nella Chiesa di San Sebastiano, fotografando l’intervento, in seguito condiviso sui social network. Qui è scattata l’indignazione di molti – con conseguente censura di foto e video – da parte della Chiesa che, nella figura di Don Emanuel Monte, ha intimato azioni legali contro il gallerista, in quanto pressato dai fedeli in rivolta, sdegnati per l’intervento artistico in questione, mal interpretato come blasfemo e irriverente.

Nonostante il gallerista sia mosso scegliendo di rispettare le motivazioni della Chiesa, rimuovendo immediatamente dalla sue pagine social fotografie e video incriminati, gli account personali di Iacono e dell’Ischia Street Art Gallery, nonché le pagine Facebook di alcuni quotidiani locali che hanno parlato dell’accaduto, sono state prese di mira, diventando oggetto di insulti rivolti contro lo stesso, da parte dei cosiddetti leoni da tastiera, haters che non perdono occasione per riversare fuori il loro odio, alimentando la crisi sociale. E come se non bastasse, nel cuore della notte, sui muri esterni dell’Ischia Street Art Gallery sono apparse scritte – questa volta sì che blasfeme e irriverenti – con minacce di morte lanciate da parte di ignoti contro il gallerista, costretto a tutelarsi, denunciando l’accaduto.

Il mio non è stato un intervento irrispettoso e dissacratorio nei confronti di fedeli o del mondo ecclesiastico – sottolinea Salvatore – bensì un intervento concettuale e simbolico, sociale e interattivo, un intervento del tutto estetico, a sostegno dell'arte contemporanea in tempi di Covid19. L'arte esce dai confini delle gallerie, chiuse da marzo 2020 e sottoposte alle continue e ormai insensate restrizioni imposte dai numerosi DPCM, ed entra in chiesa, ovvero in un luogo aperto, libero e sicuro. Ho ritirato foto e video dai miei social, ma questa storia resta comunque incredibile! Posso capire la censura operata dalla Chiesa e dai suoi fedeli nei confronti del mio intervento, ma ricevere minacce di morte da coloro che si professano umili servitori di Dio, è inconcepibile!  Dubito sia il buon Dio a parlare per loro…”.

L’intervento provocatorio in Chiesa fa seguito a “C’è anche l’Arte”, quando, qualche settimana fa, Salvatore Iacono, facendo irruzione in un maxistore marchio Decò a Forio, ha posizionato due quadri di Di Caterino, accompagnati dagli hashtag #recoveryfund e #recoveryplan, tra i ripiani dei generi alimentari. Un chiaro riferimento all’attuale situazione economico-finanziaria che attanaglia il mondo globalizzato, in particolare l’arte e la cultura, messe completamente da parte, lasciate nel dimenticatoio di questo momento buio che il cosmo sta vivendo, a causa del Covid-19 e delle restrizioni imposte dal Governo. In particolar modo, le gallerie d’arte stanno patendo gli effetti della crisi e dei mesi di chiusura imposti dai numerosi DPCM che si susseguono da marzo dell’anno scorso e che non danno tregua né speranza alla cultura e soprattutto al mondo dell’arte.

La mia galleria è chiusa da marzo 2020, è passato quasi un anno e tiro avanti senza aiuti e ristori da parte del Governo. Entrambi gli interventi, quello al Decò e questo in Chiesa, sono l’unico modo che ho per denunciare la situazione in cui sono costretto a vivere, anzi sopravvivere! E la provocazione è l’unica arma che ho per amplificare il mio disagio e disappunto. La Chiesa è un luogo sacro anche per me, sapevo che portare l’arte in questo luogo avrebbe amplificato la mia azione sociale… Ma non era mia intenzione offendere nessuno!”, precisa Salvatore Iacono.

Un’azione volutamente provocatoria, la denuncia della mancanza, da parte dello Stato, di azioni volte a tutelare un settore tra i più colpiti in questo momento storico, con specifico riferimento ad associazioni culturali e/o fondazioni, categorie che non possono godere di nessun Ristoro previsto e quindi di nessuna forma di sostegno.

Questo è un momento storico, sociale e culturale, nonché economico, molto particolare, un momento storico che possiamo definire oscurantista e, all’arte contemporanea, compresi ai suoi attori, tanto ai galleristi quanto agli artisti, non andrebbe tolta almeno la fede.” (Mimmo Di Caterino).

Il gallerista/attivista Salvatore Iacono non è nuovo a questo genere di interventi costruiti sul filo dell’illegalità, attraverso performance di denuncia sociale e, fin dal primo lockdown, ha continuato la sua battaglia personale contro il sistema corrotto dell’arte contemporanea, a difesa dell’intero comparto delle gallerie d’arte italiane, senza lasciarsi fermare dalle costrizioni governative, ideando e portando in scena nuovi modelli di fruizione dell’arte. Dai primi interventi di poster art realizzati con Street Art File Print da maggio ad agosto 2020, passando per le varie mostre-non/mostre con protagonista Mimmo di Caterino (da Lockdown/Social alla più recente trilogia di Social Distancing), fino ad arrivare all’ultima installazione – Oxygene di Michele Penna “Non dare per scontato l’aria che respiri!” – realizzata a dicembre scorso nei sei comuni dell’isola.

Il lavoro che da anni svolge Salvatore Iacono con Ischia Street Art Gallery, una “non-galleria”, una galleria a cielo aperto, centro d’arte e luogo multi-operativo, promulgatore di una cultura artistica e di rilancio del territorio, attrattiva turistica e snodo centrale di aggregazione sociale, è un lavoro più che significativo, essenziale per l’intera comunità dell’isola ma anche per tutti quegli artisti socialmente impegnati che trovano nella gallery un modo nuovo per esprimersi.

  

Ufficio Stampa e Comunicazione

Raffaella Roberto

raropresss@gmail.com 

329 46 66 096

martedì 2 febbraio 2021

Le Fiabe antiche di Xunmu Wu in mostra alla MA-EC Gallery

MA-EC Gallery presenta dal 5 febbraio online la mostra personale di Xunmu Wu, Fiabe antiche, esclusivamente su www.wepresentart.com. 

Locandina della mostra

In contemporanea la mostra sarà inaugurata a Shanghai presso la Shanghai Linger Art Gallery.

La mostra è a cura di Weizhen Jiang ed ha il Patrocinio di Shanghai Linger Culture & Communication Ltd. 

In esposizione 7 serie di dipinti: Fiabe antiche, Natura selvaggia e silenziosa, Cielo stellato di pastori, Eco del cielo, Landa desolata, Panorama, Buco nero profondo.

Dai lavori di Xunmu Wu sembra che si senta l’eco della natura e del cielo stellato, tracce di un’epopea storica e brani di fiabe antiche.

Nelle sue opere utilizza l’olio e varie tecniche dell’astratto, crea lavori di forte impatto visivo che trasmettono un messaggio emotivo coinvolgente, opere che svelano un mondo immaginario e sono frutto di profonde riflessioni. Zhang Heng, Presidente Onorario della Chinese Culture and Art Association in Canada, ha elogiato Xunmu Wu per aver utilizzato tecniche artistiche occidentali per rappresentare il pensiero cinese.

Grazie all’uso del colore  e delle pennellate, l'artista ottiene  un effetto multidimensionale. Sullo sfondo colori freddi che formano un contrasto con il giallo brillante, il rosso e il bianco e danno all’opera un senso di movimento e di tensione.

Molti suoi dipinti sono su ardesia, sottili lastre di pietra blu naturale proveniente dal nord della Cina. Utilizza tecniche varie, schizzi di colore, sgocciolamento. Ogni suo lavoro nasce dal cuore, indica la sua percezione dell’esistenza, il senso di libertà, il desiderio di bellezza: traspare l’amore per la vita e il rispetto per la natura.

Il lavoro di Xunmu Wu non è semplice da capire nell’immediato ma richiede tempo per essere apprezzato e compreso pienamente.


Opera

Xunmu Wu

Xunmu Wu è nato a Shanghai nel 1947. Ha vissuto 17 anni nel deserto del Gobi e nell'entroterra dei monti Tianshan, e questa esperienza ha avuto una grande influenza sulla sua arte, gioie e dolori della convivenza con la natura hanno segnato la sua anima.

Alla fine degli anni '80, durante un viaggio a piedi di sei anni, ha attraversato le zone montuose di confine dello Yunnan, Guizhou e Guangxi, raccogliendo e registrando le tracce culturali.

Attualmente vive e lavora a Shanghai.

Tra le principali mostre:

2020  25esima edizione di Guangzhou Art fair, Guangzhou, Cina

          Bi-Personale Xunmu Mu & Dapeng Wang, Shanghai Author   

          Gallery, Cina

2019  Abstract Painting of  Xunmu Wu,  Tianzifang Art district,  

           Shanghai, Cina

2018  Slate Oil Painting of Xunmu Wu, Shanghai, Cina

          Shanghai Contemporary Art Auction (section Painting and Sculpture), 

          Hosan Auction

2017  New power at sea, Shanghai Artists Group Show, China Art Museum

          Nanjing Art Fair, Nanchino, Cina

          Xian Art Fair, Xian, Cina

2016  20esima edizione di Shanghai Art Fair, Cina

          The road of Art, personale di Xunmu Wu, Padiglione Cina, Expo

          Exile of Life, Tri-personale di Xunmu Wu, Heping, Guo Feng,        

          Xuhui Art Palace

          II edizione di Shanghai Handmade Crafts Art Fair, Padiglione 

          Cina  Expo

2015  Mostra itinerante di Xunmu Wu & Qingchun Diao, Nanchino

          19esima edizione di Shanghai Art fair, Cina

2014 French Art-Shine of China, Special Exhibition per il 50esimo    

          Anniversario del Rapporto diplomatico tra Cina e Francia, French  

          Asian Art Museum

          Mostra itinerante di Xunmu Wu & Qingchun Diao, Pinlin Art Gallery, 

          Shanghai

2011  15esima edizione di Shanghai Art Fair, Cina


Coordinate mostra online:


Titolo: Fiabe antiche

            Xunmu Wu solo exhibition in Italy


A cura di: Weizhen Jiang

Organizzatore: MA-EC


Patrocinio:  Shanghai Linger Culture & Communication Ltd.


Sponsor: Shanghai Baolin International Dangerous Goods Logistics Co.,Ltd.

 

Con il sostegno di:

Shanghai Jiao Tong University Overseas Education College

Tsinghua University Continuing Education Shanghai Alumni Association

CAREC Federation of Carrier and Forwarder Associations (CFCFA)

WORLD INTERNATIONAL FREIGHT FORWARDER ALLIANCE 

Shanghai International Freight Forwarders Association

China-Sweden Photography Art Research Center

Shanghai Kingbond INC.


                  

Dal 5 febbraio al 5 agosto 2021

solo online  su  www.wepresentart.com


Info:  info.milanart@gmail.com;  staff@wepresentart.com

* per una visione ottimale, si consiglia l'utilizzo del computer


martedì 26 gennaio 2021

Arte Fiera arriva in Galleria. Uomo, natura e ambiente nella storia dell’arte

Dopo la partecipazione a “Playlist”, vetrina digitale di Arte Fiera Bologna (online fino al 28 febbraio 2021), la Galleria de’ Bonis propone nei propri spazi in Viale dei Mille 44/D a Reggio Emilia, “Arte Fiera arriva in Galleria. Uomo, natura e ambiente nella storia dell’arte”, un progetto espositivo che nasce dalle opere raccolte per Arte Fiera, la principale fiera d’arte moderna e contemporanea italiana, costretta ad un “anno sabbatico” forzato a causa dell’emergenza sanitaria.


La mostra, in programma dal 30 gennaio al 27 febbraio 2021, verte sul rapporto uomo-ambiente attraverso le opere di tre fra i più importanti autori della pittura italiana del Novecento: 
Antonio Ligabue (Bagheria, 1911 – Roma, 1987), Antonio Ligabue (Zurigo, 1899 – Gualtieri, 1965) e Fausto Pirandello (Roma, 1899 – Roma, 1975).

«In questi lunghi mesi di limitata mobilità – racconta il gallerista Stanislao de’ Bonis – abbiamo sentito fortemente la mancanza della natura e degli spazi aperti: questo ci ha portato ad esaminare meglio il rapporto uomo-ambiente, anche attraverso le opere di Guttuso, Ligabue e Pirandello, gli artisti ormai più rappresentativi della nostra Galleria».

In mostra si alternano opere selezionate dei tre autori che approfondiscono il rapporto fra uomo e ambiente in base alla sensibilità, al vissuto e al background artistico-culturale di ciascuno di loro. 


Il paesaggio di Guttuso mostra la terra non antropizzata in tutta la sua grandezza e lo fa attraverso l’imponenza del Monte Rosa al tramonto, di una mareggiata ad Alghero, di una potente eruzione dell’Etna (“Tre persone che guardano l’eruzione dell’Etna”).

Ligabue racconta una natura selvatica, abitata solo da animali: una tigre che rincorre due cerbiatti, una volpe in fuga con la sua preda fra i denti, una lumachina nell’erba, ma suggerisce anche che è possibile un dialogo armonioso fra uomo e natura (“Semina con cavalli”).


Pirandello spazia dalle nature morte alla figura umana, dagli oggetti senza l’uomo, all’uomo senza oggetti. Fra le sue opere troviamo in mostra tre querce mosse dal vento, ritratte in modo così libero da sembrare un’astrazione, oggetti “scompagni” che hanno perso ormai il loro legame con l’uomo, ma anche donne pensose, in ambientazioni depurate da qualsiasi tipo di oggetto (“Bagnanti”).

L’esposizione è visitabile in Galleria, in osservanza dei decreti ministeriali e delle norme vigenti, da martedì a sabato con orario 10.00-13.00 e 16.00-19.00, giovedì ore 10.00-13.00. Ingresso libero.

Per garantire la possibilità di visionare le opere ed esplorare il progetto anche a distanza, la Galleria de’ Bonis ha, inoltre, studiato alcune nuove forme e modalità di fruizione, online e offline, che vanno dai video di approfondimento sui social media alla visita guidata in videochiamata, sino all’opera a domicilio.

Per approfondire la conoscenza dei tre artisti e della loro ricerca pittorica, ogni settimana, il martedì, il venerdì e il sabato, saranno pubblicati sui canali Facebook (www.facebook.com/galleriadebonis), Instagram (www.instagram.com/galleriadebonis) e YouTube (www.youtube.com/galleriadebonis) approfondimenti, immagini e video inediti, con la presentazione delle singole opere a cura di Stanislao de’ Bonis.

Telefonando al numero +39 338 3731881 sarà possibile prenotare una visita guidata in videochiamata, così da approfondire in compagnia dei galleristi gli aspetti di maggiore interesse della mostra, soffermandosi sui dettagli dei quadri e sulle tante storie e curiosità che essi custodiscono, comprese le scritte e i timbri riportati sul retro, le vicende collezionistiche e le eventuali pubblicazioni.

Per chi non può recarsi in Galleria, sarà infine possibile concordare un appuntamento per visionare i dipinti direttamente a casa propria, anche fuori regione. 

Per informazioni e prenotazioni: tel. +39 0522 580605, cell. +39 338 3731881, info@galleriadebonis.com, www.galleriadebonis.com.


Arte Fiera arriva in Galleria. Uomo, natura e ambiente nella storia dell’arte

Renato Guttuso, Antonio Ligabue, Fausto Pirandello

Galleria de’ Bonis, Reggio Emilia

30 gennaio – 27 febbraio 2021

Orari: da martedì a sabato ore 10.00-13.00 e 16.00-19.00, giovedì ore 10.00-13.00

Ingresso libero


PER INFORMAZIONI:

Galleria de’ Bonis

Viale dei Mille 44/D, Reggio Emilia

Tel. +39 0522 580605

Cell. +39 338 3731881

info@galleriadebonis.com

www.galleriadebonis.com      

UFFICIO STAMPA:

CSArt – Comunicazione per l’Arte

Via Emilia S. Stefano 54, Reggio Emilia

Tel. +39 0522 1715142

Cell. +39 348 7025100

info@csart.it

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sabato 16 gennaio 2021

Come disegnare un'isola secondoTeresa Gargiulo

La galleria Tiziana Di Caro [Napoli, Piazzetta Nilo, 7, (Napoli)] presenta la prima mostra personale nei suoi spazi di Teresa Gargiulo (Vico Equense, 1996) intitolata “Come disegnare un'isola” che inaugura oggi, sabato 16 gennaio 2021,  dalle ore 11:00 alle 19:00. 


La pratica di Teresa Gargiulo include il disegno, la scrittura, la scultura, la fotografia e l'installazione, ed è incentrata sul linguaggio e sulla geografia che sono il pretesto per raccontare l'identità e le relative mutazioni cui questa può essere soggetta in relazione allo spazio e al territorio. 

La mostra include opere realizzate tra il 2019 e il 2020 e si apre con un grande lavoro intitolato "grafemi per le mani, fonemi per le orecchie", un'istallazione di centottanta fogli che si presenta come un grande alfabeto dove la rappresentazione dei fonemi si sostituisce a quella delle lettere, e tratta le variazioni di percezione che si possono avere ascoltando altre persone a seconda della lingua in cui si esprimono. Partendo da tale assunto Gargiulo attua una indagine sulle unità espressive di cui una lingua è composta. Ogni fonema ha una precisa connotazione che cambiando determina anche una variazione di significato nella parola a cui fa riferimento, creando un cortocircuito che coincide con la situazione di coloro che, parlando una lingua diversa dalla propria modificano, inconsciamente, il modo di pensare e comunicare e al contempo vengono percepiti anche da coloro che ascoltano in maniera differente. Questo lavoro approfondisce la relazione che esiste fra noi e gli altri, e le interferenze che un mezzo di espressione può determinare. 

Nella seconda sala si sviluppano serie di opere connesse al più ampio progetto intitolato Ruenmp. Il primo nucleo è intitolato “how to draw an island - notes” e si tratta di esperimenti ottenuti con la tecnica del frottage. La base sulla quale sono stati realizzati sono i listelli di un parquet su cui sono incollati dei frammenti di giornale. È su uno di essi che l'artista legge per la prima volta “Ruenmp”. Ruenmp è una parola che pur configurandosi in quanto tale non ha alcun significato ed è il pretesto per connotare una geografia irreale. Attraverso il frottage Gargiulo delinea quattro fasce, che sono come delle isole. Messe insieme formano un arcipelago, che diventa luogo di sperimentazione linguistica. Il risultato di questa sperimentazione è una lingua con un'inclinazione al gioco, ma anche mutevole e per questo potenzialmente innovativa. 

Altri disegni rappresentano isole rese in modo più sintetico, utilizzando segni che rimandano a descrizioni realistiche ma che di fatto, mancano di qualsiasi aderenza con la geografia. 

Le isole che Teresa Gargiulo ci restituisce non sono altro che delle proiezione fantastiche, che ingannano coloro che osservano perché sono descritte attraverso un atteggiamento segnico e scientifico che però è privo di qualsiasi corrispondenza oggettiva. Un piccolo dittico unisce la sperimentazione linguistica, che deriva dal ritrovamento della parola Ruenmp e la relativa isola descritta ancora una volta attraverso un semplice perimetro, ma senza alcuna specifica fisica, politica e meno che mai antropica. Una bandiera che simboleggia un'altra isola sventola sul balcone della galleria, mettendo in relazione lo spazio esterno con quello interno, e annuncia l'approssimarsi all'arcipelago immaginifico. 

Nella sala successiva c'è una ulteriore sperimentazione linguistica che si configura formalmente in una installazione di palloncini all'elio che compongono la parola OLITI. Questa nasce dalla privazione della sillaba “vi” dalle parole “olivi” e “viti”, seguendo lo schema enigmistico definito “lucchetto” che genera una finta composizione linguistica priva di alcuna valenza semantica, ma con una precisa connotazione segnica ed estetica fermandosi a mezz'aria e fluttuando nello spazio. 

Una ampia serie di finte parole, aventi tutte come iniziale la lettera O, è riportata in una installazione a parete: una sorta di dizionario senza definizioni, ma con le sole parole accumulate in una cacofonia fonetico verbale, nonché visiva. 

Un kit che chiude il progetto è esposto nell'ultima sala: un sacchetto a chiusura ermetica in cui sono raccolti una mappa con le istruzioni per costruire l'isola, il dizionario che racchiude l'elenco delle parole elaborate durante la sperimentazione, un gessetto per disegnare l'isola e un piccolo poster su cui si legge Il gioco è in possesso della significanza, a indicare che qualsiasi effetto di senso può essere soggetto alla speculazione. 

Teresa Gargiulo è la vincitrice della tappa napoletana di Jaguart, progetto artistico innovativo nato nel 2019 dal dialogo tra Artissima e Jaguar Land Rover e dalla comune volontà di supportare l’arte emergente e di innescare sinergie vincenti e di lungo periodo tra i rispettivi interlocutori.